Torna una delle rubriche esclusive di College Basketball, che da sempre va oltre il mero aspetto sportivo portando con sé i valori della vita. Per permettere ai nostri ragazzi e al nostro staff tecnico di crescere in maniera comune abbiamo chiesto aiuto ad un esperto: il Dottor Riccardo Parrini, Psicologo dello sport e mental trainer di College Basketball.

Ecco cosa ci insegna oggi il Dottor Parrini.

L’importanza del risultato, l’impegno profuso (mesi e mesi di allenamento), la frustrazione derivante da una sconfitta, una prestazione al di sotto degli standard, il timore di un avversario, la valutazione dell’allenatore, la presenza del pubblico (ad es. genitori o amici), il desiderio di vincere, la paura di perdere (Nikefobia) o di infortunarsi sono alcuni dei fattori che possono innalzare il livello di stress negli atleti.
Lo sport è emozione e spesso l’atleta è chiamato a gestire in maniera ottimale le proprie emozioni per raggiungere la propria prestazione ideale. E’ importantissimo allenarsi, con lo psicologo dello sport (quando di ha la fortuna di averlo a disposizione) a controllare prontamente le proprie tensioni fisiche e mentali. Come sostiene anche il dott. Montegnacco, è fondamentale saper gestire le proprie paure e l’ansia (si pensi soprattutto a quella del pre-gara). E’ spesso cruciale riuscire a canalizzare la grande tensione emotiva durante una competizione o nel momento di una bruciante sconfitta. Il fattore determinante è : come si percepiscono le manifestazioni di stress e di ansia? e come si indirizza questo tipo di attivazione ed energia?.

Lo stress, non è sempre negativo, anzi. Infatti, quando ben gestito, può essere un’ottima fonte di energia psico-fisica e di stimolo per un miglioramento continuo.
Varie procedure o approcci possono essere utilizzati per gestire le situazioni d’ansia, di stress. Molte di esse, si basano ampliamente sulle cosiddette tecniche di rilassamento che consentono all’atleta di prendere consapevolezza anche delle proprie tensioni di tipo muscolare.
Le metodologie utilizzabili sono diverse, ma certo è che sono tecniche acquisibili dall’atleta stesso che poi ha l’opportunità, (se praticate con costanza), di utilizzare a proprio piacimento.